Reinquadramento del personale: non occorre alcun atto.

Superato il termine dell’1.4.2023 e, quindi, divenuto efficace il nuovo ordinamento professionale, che adempimenti occorrono per il nuovo inquadramento del personale? Molti interpreti propongono soluzioni come una delibera di giunta (impensabile, trattandosi di gestione del rapporto di lavoro), oppure un provvedimento del dirigente o responsabile del personale. Si tratta di atti ed attività del tutto…

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Superato il termine dell’1.4.2023 e, quindi, divenuto efficace il nuovo ordinamento professionale, che adempimenti occorrono per il nuovo inquadramento del personale?

Molti interpreti propongono soluzioni come una delibera di giunta (impensabile, trattandosi di gestione del rapporto di lavoro), oppure un provvedimento del dirigente o responsabile del personale.

Si tratta di atti ed attività del tutto inutili, ultronei e da evitare. Le modalità del reinquadramento sono state stabilite direttamente dalle parti che hanno sottoscritto il Ccnl 16.11.2022, il quale all’articolo 13, comma 2, dispone: “Il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente Titolo è inquadrato nel nuovo sistema di classificazione con effetto automatico dalla stessa data secondo la Tabella B di Trasposizione (Tabella di trasposizione automatica nel sistema di
classificazione)
“.

Il reinquadramento, quindi, è disposto immediatamente e direttamente dal Ccnl, mediante la norma citata e la Tabella B che chiarisce visivamente come funziona:

Non è necessario, quindi, adottare nessun atto: basta solo ricordare a ciascun dipendente, con una semplicissima mail o altri diversi strumenti, quanto stabilito dal Ccnl.

Occorre dare qualche comunicazione ai sindacati? Sarebbe da presupporre che i componenti siano al corrente delle disposizioni del Ccnl sottoscritto dalle organizzazioni alle quali appartengono, sicchè ogni comunicazione a riguardo appare solo mera opera di cortesia, slegata da qualsiasi relazione sindacale e doverosità operativa.

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