Quella vigilanza sul “concorso Asmel” che sarebbe auspicabile vedere su ogni altro concorso e affidamento

L’iniziativa dell’Anac di vigilare sul “concorso Asmel”, che ha dato come esito la delibera 20 giugno 2023, n. 289, suscita alcune domande. E’ confortante la consapevolezza che l’Authority abbia agito certamente scevra da qualsiasi precedente “attrito” con Asmel rispetto ad altre questioni, legate in particolare alla sua funzione e qualificazione come centrale di committenza. E’…

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L’iniziativa dell’Anac di vigilare sul “concorso Asmel”, che ha dato come esito la delibera 20 giugno 2023, n. 289, suscita alcune domande.

E’ confortante la consapevolezza che l’Authority abbia agito certamente scevra da qualsiasi precedente “attrito” con Asmel rispetto ad altre questioni, legate in particolare alla sua funzione e qualificazione come centrale di committenza.

E’ lecito, comunque, chiedersi se l’Anac sia intenzionata ad aprire un’ampia e complessa serie di verifiche ed ispezioni sulla grande quantità di appalti di servizi gestiti delle varie PA. Ci si aspetta certamente una risposta affermativa, poichè un articolato e diffuso piano di vigilanza non può non suscitare la sicurezza di un intervento a 360 gradi sulla correttezza dell’operato delle varie amministrazioni.

A maggior ragione, ci può aspettare anche un coinvolgimento della Guardia di Finanza esteso alle tantissime procedure di appalto e, soprattutto, anche concorsuali gestite in particolare dagli enti locali. E’ importante sapere di poter avere la certezza su iniziative di verifica su come si incarichino i commissari “esterni” cui si demandano le prove di lingua e, soprattutto, compiti di realizzazione delle verifiche psicoattitudinali sempre più diffuse e sempre più decisive ai fini degli esiti finali: sono incarichi di lavoro autonomo al di fuori del codice degli appalti? Oppure, appalti di prestazione di servizi? Potremo contrare a breve senz’altro sull’importante apporto che l’Authority non mancherà di fare avere su questa importante questione. Non solo: l’Anac potrebbe anche acquisire utili elementi, per capire come si svolgano e siano gestite le molteplici procedure selettive per gli incarichi a contratto ai sensi dell’articolo 110, rilevanti per gli aspetti di tutela anticorruzione e di contrasto ai conflitti di interessi.

Un’ultima domanda, comunque, si pone sulla questione affrontata con la delibera 289/2023. Senza lontanamente voler intervenire sul merito della questione e, dunque. sui profili di legittimità o illegittimità degli affidamenti, viene da chiedersi perchè l’Authority abbia diramato i propri comunicati sulla questione trattata con quei testi e quei toni.

La delibera ha uno scopo unico: mettere sull’avviso gli enti locali che si sono avvalsi del servizio Asmel dei possibili problemi connessi all’affidamento. Non riguarda in alcun modo la legittimità dei concorsi svolti.

Tuttavia, il comunicato ha avuto ben altro effetto: mettere in enorme allarme le amministrazioni che hanno attivato la procedura di selezione degli idonei e gli stessi oltre 60.000 candidati. L’impressione data, infatti, è che l’Anac abbia inteso guardare alla legittimità/liceità stessa dei concorsi. Basta andare a guardare nella rete:

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Il comunicato è risultato laconico e fuorviante. L’iniziativa dell’Anac non ha per oggetto lo svolgimento delle prove concorsuali ed i loro esiti, ma riguarda semmai la legittimità del metodo di affidamento del servizio. La delibera non contiene nemmeno il più lontano accenno alla validità del concorso e delle graduatorie.

Ma, allora, visto l’allarme generato e vista la corretta propensione dell’Authority a comunicare le proprie iniziative ed atti, perchè si fa attendere un comunicato ulteriore, che spieghi in modo completo fini e risvolti dell’iniziativa e le ricadute, da ritenere inesistenti, sul concorso e sulle graduatorie?

Da chi garantisce ed agisce con maestria in tema di trasparenza, un chiarimento, piccolo, ma necessario a far rientrare gli allarmi di decine di migliaia di persone ed un buon numero di PA, specie a seguito delle restrizioni normative sugli idonei dei concorsi classici, non potrà certo cogliere di sorpresa.

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