Anche questa volta è stata messa in scena, puntualissima, la farsa del rinvio del termine di approvazione del bilancio di previsione, che slitta al 15 marzo.
La Conferenza Unificata, riunitasi il 21 dicembre, ha dato via libera all’ennesima posticipazione dei termini (punto 7 del report della seduta). Nessuno può certo dirsi stupito, se non i redattori della velleitaria e sempre più ironica previsione del DM 25.7.2023 sul “bilancio tecnico” e sulle regole per garantire il rispetto del termine del 31.12.2023.
A questo punto, due domande si impongono. La prima risale già a questa estate: quanto sia utile l’adempimento della pronuncia espressa del consiglio sulla sussistenza dei motivi che inducono alla proroga del bilancio. Un nodo gordiano senza soluzione, regalato dal DM 25.7.2023.
La seconda domanda lascia ancor più sgomenti: perchè il 15 marzo 2023? Perchè metà mese e non fine mese? Perchè, allora, non il 18 o l’11?
