Digitalizzazione: nuove FAQ dall’Anticorruzione

Di seguito vengono riportate le recenti FAQ pubblicate sul portale istituzionale dell’Autorità nazionale anticorruzione in tema di digitalizzazione degli appalti (precisamente, per quanto riguarda la Banca dati nazionale e i CIG): BDNCP B.10. – Devono essere comunicati i dati sugli affidamenti in-house? Sì. Si ricorda, infatti, che l’art. 23, comma 5, del Codice prevede: «5.…

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Di seguito vengono riportate le recenti FAQ pubblicate sul portale istituzionale dell’Autorità nazionale anticorruzione in tema di digitalizzazione degli appalti (precisamente, per quanto riguarda la Banca dati nazionale e i CIG):

BDNCP

B.10.Devono essere comunicati i dati sugli affidamenti in-house?

Sì. Si ricorda, infatti, che l’art. 23, comma 5, del Codice prevede: «5. Con proprio provvedimento l’ANAC individua le informazioni che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenuti a trasmettere alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici attraverso le piattaforme telematiche di cui all’articolo 25. Gli obblighi informativi di cui al primo periodo riguardano anche gli affidamenti diretti a società in house di cui all’articolo 7, comma 2.»;

B.11Come si comunicano gli affidamenti in-house alla BDNCP?

ANAC ha predisposto la scheda A3_6 per la comunicazione dei dati relativi agli affidamenti in-house. Ad oggi non tutte le piattaforme hanno implementato tale scheda. Nelle more di detta implementazione e comunque non oltre il 30 aprile 2024, è possibile comunicare i dati sugli affidamenti in-house, utilizzando le schede per gli affidamenti diretti (AD2_25 e AD2_26) e valorizzando i seguenti campi in questo modo:

– il campo ‘Tipo procedura’, obbligatorio nelle AD, con la voce “procedura a fase unica”;

– i dati dell’aggiudicatario devono essere inseriti nell’oggetto “partecipanti ADType”;

– la tipologica “giustificazioni Aggiudicazione Diretta” con “Appalto pubblico tra enti nell’ambito del settore pubblico (appalto «in-house»), appalti aggiudicati a imprese collegate o appalti aggiudicati a una joint-venture o nell’ambito di una joint-venture” per attivare la contribuzione.


CIG

D.5.In caso di delega, quale stazione appaltante è titolare dell’avvio della procedura di affidamento, ivi inclusa l’acquisizione del CIG?

La stazione appaltante delegata è quella che deve avviare la procedura di affidamento e, quindi, acquisire il CIG che rimane di sua competenza fino al completamento della funzione delegata, e pagare il contributo se dovuto. Solo successivamente alla conclusione della fase delegata il CIG acquisito diventa di competenza dell’amministrazione delegante che, fino a quel momento, potrà soltanto esercitare la visione su di esso.

D.6.Nel caso di contratti d’acquisto o locazione di terreni o fabbricati esistenti, occorre acquisire un codice CIG, versare il contributo all’Autorità e trasmettere i relativi dati informativi?

La fattispecie è assoggettata all’acquisizione del CIG ma non al pagamento del contributo (cfr. Delibera n. 584 del 19/12/2023). La trasmissione dei dati di questa casistica, segue il percorso definito dei contratti esclusi e sottoposti esclusivamente alla tracciabilità dei flussi finanziari.

D.7.Perché è necessario acquisire un CIG per gli affidamenti in-house?

Si ricorda che il CIG è un codice alfanumerico che consente: 
– l’identificazione univoca di una procedura di affidamento ed il suo monitoraggio, garantendo pubblicità e trasparenza;
– la tracciabilità dei flussi finanziari collegati ad affidamenti di lavori, servizi o forniture, indipendentemente dalla procedura di scelta del contraente adottata e dall’importo dell’affidamento stesso; 
– l’adempimento degli obblighi contributivi.
Come chiarito nella determinazione n. 4/2011, aggiornata da ultimo con delibera n. 585 del 19 dicembre 2023, gli affidamenti in-house non sono sottoposti agli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari. Restano però valide le ulteriori due cause per l’acquisizione del CIG.

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