Edilizia: i giudici napoletani mettono i puntini sulle i

Con pronuncia numero 1500/2024,  il TAR Campania ha destituito di fondamento la censura di parte ricorrente secondo la quale l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione avrebbe arrecato pregiudizio alle porzioni di manufatto edificate in forza di regolare licenza edilizia. Al riguardo, è stato osservato che la c.d. “fiscalizzazione” dell’abuso di cui art. 34 del TUED non costituirebbe…

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Con pronuncia numero 1500/2024,  il TAR Campania ha destituito di fondamento la censura di parte ricorrente secondo la quale l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione avrebbe arrecato pregiudizio alle porzioni di manufatto edificate in forza di regolare licenza edilizia. Al riguardo, è stato osservato che la c.d. “fiscalizzazione” dell’abuso di cui art. 34 del TUED non costituirebbe condizione di legittimità dell’ordinanza di demolizione in quanto l’applicazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria andrebbe decisa in fase esecutiva dell’ordine di demolizione. Infatti, come affermato in giurisprudenza, «Il potere di disporre la fiscalizzazione degli abusi, disciplinato dall’art. 34, d.P.R. n. 380/2001, ha valore eccezionale e derogatorio e deve essere inteso nel senso che non compete all’Amministrazione procedente valutare, prima dell’emissione dell’ordine di demolizione dell’abuso, se la misura possa essere applicata, incombendo, piuttosto sul privato interessato, la dimostrazione, in modo rigoroso e nella fase esecutiva, della obiettiva impossibilità di ottemperare all’ordine stesso senza pregiudizio per la parte conforme».

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