Affidamenti diretti: nel preventivo va esplicitato il costo della manodopera e della sicurezza aziendale

Anche agli affidamenti diretti si applica la disciplina concernente l’obbligo a carico del concorrente di esplicitare i costi del personale e della sicurezza aziendale.

L’adempimento, trattandosi di affidamenti diretti, deve essere assolto nella formulazione del preventivo, non essendoci un’offerta come per le procedure di gara.

Lo puntualizza il TAR Calabria, sez. I, nella sentenza n. 958 del 17 giugno 2024.

L’obbligo sopra illustrato dimostra come, secondo il legislatore, la tutela del lavoro e della sicurezza negli appalti costituiscano valori assoluti, di preminente importanza, da tutelare e quindi non recessivi in funzione di una specifica soglia di valore.

Il caso trattato

Un’Azienda Ospedaliera dava corso ad un affidamento diretto per l’affidamento del servizio di portierato per i presidi ospedalieri. L’appalto è stato aggiudicato all’impresa Beta.

L’impresa Alfa ricorreva contro i risultati della procedura, avendo constatato che l’affidataria, nell’ambito del proprio preventivo, avrebbe omesso d’indicare i costi della manodopera nel modulo creato sulla piattaforma MePA di Consip, contrariamente a quanto imposto dall’art. 108, comma 9, D. Lgs. n. 36/2023.

Per tale ragione, l’impresa Alfa aveva invocato l’adozione di un atto di autotutela da parte della stazione appaltante.

La ricorrente aveva agito, quindi, per l’annullamento del provvedimento di affidamento dell’appalto.

L’impresa Beta, controinteressata, era intervenuta in giudizio eccependo l’inammissibilità del ricorso e sostenendo che trattandosi di un affidamento diretto ex art. 50, comma 1, lett. b), D.Lgs. 36/2023, gli operatori economici intervenuti nella procedura non fossero legittimati a contestare le valutazioni dell’Amministrazione.

Le regole generali

Per risolvere il caso prospettato, i giudici hanno evidenziato che, in primo luogo, l’art. 108, comma 9, del D.Lgs. 36/2023, rubricato “Criteri di aggiudicazione degli appalti di lavori, servizi e forniture” prescrive che “Nell’offerta economica l’operatore indica, a pena di esclusione, i costi della manodopera e gli oneri aziendali per l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro eccetto che nelle forniture senza posa in opera e nei servizi di natura intellettuale.

L’art. 41, comma 14 del suddetto decreto prescrive poi che “Nei contratti di lavori e servizi, per determinare l’importo posto a base di gara, la stazione appaltante o l’ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13.”

Infine, l’art. 48 del decreto dispone che “Ai contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea si applicano, se non derogate dalla presente Parte, le disposizioni del codice.”

E, dunque, sulla scorta dei citati indici normativi il collegio ha ritenuto che non potesse escludersi l’applicabilità anche agli affidamenti diretti della regola sancita all’art. 108, comma 9 sull’obbligatorietà dell’indicazione dei costi della manodopera a pena di esclusione del concorrente.

Appare evidente che, anche negli affidamenti diretti, i preventivi devono rispettare le regole sopra descritte, anche perché, evidentemente, la sicurezza ed il trattamento retributivo dei lavoratori non conosce soglie di valore economico al di sotto delle quali la tutela possa venire meno.

La decisione del caso specifico

Ai fini della decisone del caso specifico, i giudici hanno rammentato che il previgente art. 95, comma 10, D. Lgs. n. 50/2016, rubricato “Criteri di aggiudicazione dell’appalto”, prescriveva che “Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all’articolo 97, comma 5, lettera d)”.

Dal confronto tra le due disposizioni (art. 95 vecchio Codice e art. 108 del nuovo Codice) e dalla circostanza che il legislatore del nuovo codice abbia espunto l’affidamento diretto quale eccezione all’obbligo di indicare i costi della manodopera, derivava, secondo il Collegio, la fondatezza del motivo di ricorso con il quale la ricorrente censurava l’omessa esclusione della controinteressata per non aver indicato espressamente tali voci di costo.

Conclusioni

In conclusione il TAR per la Calabria pronunciandosi sul ricorso, lo ha accolto e, per l’effetto, ha annullato il provvedimento di affidamento diretto e dichiarato l’inefficacia del contratto stipulato con la controinteressata.

Inoltre, ha condannato la stazione appaltante a disporre l’affidamento diretto in favore della ricorrente per il periodo residuo del servizio oggetto del contratto e condannato l’Azienda Ospedaliera al risarcimento del danno per equivalente nei confronti della impresa Alfa per la parte di contratto già eseguita.

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