La valutazione pubblicata dalla Commissione europea evidenzia che le direttive sugli appalti del 2014 non hanno semplificato il quadro normativo, pur migliorando trasparenza e valori dei contratti. Restano criticità legate ai rischi di corruzione e alla carenza di dati che ostacolano i controlli. Le pmi ottengono il 71% dei contratti, ma la partecipazione transfrontaliera resta limitata. Gli appalti verdi e sociali crescono in modo disomogeneo. L’analisi rappresenta il primo passo verso la revisione delle direttive, annunciata da Ursula von der Leyen nell’ambito dell’agenda strategica dell’Ue.
