All’interno di un parere formulato poco più di due mesi fa [1], il Garante per la protezione dei dati personali ha precisato che l’aggregazione costituirebbe una tecnica di anonimizzazione volta «a impedire l’individuazione di persone interessate mediante il loro raggruppamento con almeno K altre persone». Essa, quindi, non andrebbe effettuata solo su un valore (le date di nascita), ma anche su tutti gli ulteriori valori potenzialmente in grado di consentire casi di singolarità. Di conseguenza, non basterebbe aggregare le date di nascita per anni se poi, allo stesso anno, venissero associate altre informazioni personali di tipo individuale e non aggregato (esempi: data dell’eventuale decesso; data della prima dose; data dell’eventuale seconda dose; data dell’eventuale terza dose e la data dell’eventuale quarta dose). Quest’ultime, infatti, consentirebbero in ogni caso di isolare una persona in un gruppo, con un aumento del rischio di re- identificabilità dei soggetti interessati.
[1] Su un’istanza di accesso civico coinvolgente i dati contenuti in un’Anagrafe Vaccinale Regionale.
