Il piccolo Comune non è esonerato

Con atto del Presidente, Anac ha chiarito che anche il Comune avente poco più di 7.000 abitanti dovrebbe riportare, all’interno della relazione annuale del responsabile anticorruzione, l’avvio di procedimenti penali riguardanti i propri dipendenti per reati contro la Pubblica Amministrazione.
Infatti, pur trattandosi di ente di ridotte dimensioni, i dipendenti interessati da procedimenti penali non avrebbero rappresentato le sole unità in servizio, posto che la dotazione organica del Comune sarebbe stata costituita da 28 dipendenti e sette apicali. In tal senso, sarebbe ragionevole ritenere che la mera indicazione numerica dei dipendenti indagati ed i corrispondenti titoli di reato contestati non costituiscano elementi di per sé sufficienti a consentire la loro esatta identificazione. La vicenda occorsa – aggiunge Anac – imporrebbe al Responsabile di prevenzione della corruzione di attenzionare il settore in cui sono stati commessi i fatti penalmente rilevanti (e cioè l’area Urbanistica – Edilizia privata) sotto il profilo della valutazione del rischio e del suo trattamento. Sembrerebbe opportuno procedere ad una rivalutazione dei rischi connessi ai processi di competenza dell’area, propendendo per un innalzamento dei valori indicati. Conseguentemente, occorrerebbe «potenziare le misure di prevenzione programmate anche alla luce dei fatti contestati dall’Autorità giudiziaria».

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