La seduta dedicata al Dup è un’invenzione metagiuridica non sorretta dalla legge. Revirement del Consiglio di Stato che smentisce, finalmente, il Tar Puglia.

La sentenza del Tar Puglia, Sezione I, 7.2.2023, n. 256 è stata annullata dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, 17/05/2024, n. 04426, che priva di fondamento senza alcuna reticenza l’insostenibile ed infondata tesi della necessaria “seduta dedicata” all’approvazione del Dup.

Che la “seduta dedicata” fosse una superfetazione giuridica, inesistente ed ingiustificabile chi scrive l’ha sostenuto da subito; vale la pena autocitare (il lettore perdonerà) il seguente passaggio: “tornando alla sentenza del Tar Puglia, non è molto diverso ai fini del corretto ciclo della programmazione se un ente approvi il Dup in una seduta dedicata il giorno prima di quella relativa al bilancio di previsione. Magari la facciata delle “prerogative” dei consiglieri viene salvata (ma, si ribadisce: i consiglieri conservano integri tutti i loro poteri qualunque sia la seduta nella quale il consiglio esamina il Dup, dedicata o meno), tuttavia l’utilità della programmazione viene in qualche modo tradita.

Non si tratta, a ben vedere, di discettare sulla legittimità della delibera con cui il consiglio approva il Dup e di inventarsi sedute dedicate, che la normativa non prevede in alcun modo. Si tratta di comprendere come debba funzionare correttamente un metodo di programmazione, materia esulante totalmente dalla giurisdizione di qualsiasi Tar.”.

Palazzo Spada è ancora più profondo e tagliente, nel rilevare l’errore del Tar Puglia: “Dalle norme del TUEL sopra richiamate non si può desumere un obbligo di approvare separatamente il documento unico di programmazione in una seduta consiliare ad esso dedicata”.

Le parole del Consiglio di Stato colgono perfettamente nel segno: il d.lgs 267/2000 non prevede assolutamente da alcuna parte che il Dup vada approvato in una seduta appositamente dedicata, diversa e distinta da quella nella quale si approvi il bilancio di previsione.

Infatti, spiega Palazzo Spada, per quanto il Dup sia necessariamente propedeutico al bilancio, quale atto presupposto indispensabile, tuttavia, dalle disposizioni del Tuel che lo disciplinano “non è possibile trarre la conseguenza per la quale il documento di programmazione deve essere approvato in una seduta consiliare separata rispetto a quella dedicata all’approvazione del bilancio. La sequenza logica e cronologica tra i due atti non significa che occorra assicurare una certa distanza temporale tra le rispettive sedute consiliari per l’approvazione”.

Infatti, l’articolo 174, comma 1, del d.lgs 267/2000 dispone: [l]o schema di bilancio di previsione, finanziario e il Documento unico di programmazione sono predisposti dall’organo esecutivo e da questo presentati all’organo consiliare unitamente agli allegati entro il 15 novembre di ogni anno secondo quanto stabilito dal regolamento di contabilità. Tale norma, osserva correttamente Palazzo Spada “consente la congiunta presentazione al Consiglio dei due atti, per la loro approvazione anche nella medesima seduta”, lungi dall’imporre una seduta specifica da dedicare al Dup.

Il Consiglio di Stato mette in luce il travisamento dell’interpretazione offerta dal Tar Puglia sugli articoli 170, comma 1, e 174, comma 1, del Tuel. Essi non hanno per nulla il fine di apprestare ai consiglieri garanzie procedurali tali da imporre la “seduta dedicata”. La funzione di tali norme è ben più limitata e connessa al tradizionale spazio temporale da concedere ai consiglieri per l’esame delle proposte da trattare. Insomma, le norme chiedono semplicemente il “rispetto dei termini minimi che debbono intercorrere tra l’avviso di convocazione della seduta del Consiglio comunale e la data fissata per la riunione, garantendo che fin dalla comunicazione dell’avviso di convocazione siano messi a disposizione tutti gli atti e gli allegati pertinenti ai fini dell’esame dei punti all’ordine del giorno. Il rispetto di tali termini integra quello spatium deliberandi indispensabile per studiare gli atti e consentire la presentazione di emendamenti e proposte”.

Oltre tutto, si deve ricordare che i termini previsti dal Tuel per l’approvazione dei documenti contabili sono ordinatori, sicchè “il riferimento contenuto nell’art. 170, comma 1, al dovere della Giunta di presentare al Consiglio, entro il 31 luglio di ciascun anno, il Documento unico di programmazione «per le conseguenti deliberazioni», non implica – in assenza di indicazioni normative di segno diverso – né la decadenza dal potere di presentare (eventualmente in ritardo) il d.u.p. e lo schema di bilancio né la decadenza dal potere di approvazione da parte del Consiglio”.

Insomma, la tesi del Tar Puglia è, condivisibilmente, smontata in ogni sua parte e se ne dimostra l’erroneità assoluta e l’unico effetto di aver creato confusione e indotto le amministrazioni ad inutili ed assurde complicazioni procedurali.

Indirettamente, il Consiglio di Stato rivede anche le erronee posizioni assunte con la sentenza della Sezione V, 3 novembre 2023, n. 9551, ancora meno convincente della decisione del Tar Puglia.

E’ un bene che la giustizia amministrativa abbia avuto in questo caso la forza e la capacità di correggere il tiro. La “seduta dedicata” era davvero un vulnus troppo vistoso e forzato, per poterne giustificare lontanamente la legittimazione.

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