La Cassazione, con sentenza n. 2887 del 1° novembre 2025, ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di una dipendente che aveva utilizzato i sistemi informatici aziendali per scopi personali durante l’orario di lavoro. Secondo la Corte, non è necessario provare un danno patrimoniale effettivo: ciò che rileva è la gravità della condotta e la sua incidenza sul vincolo fiduciario. Il principio si inserisce nell’orientamento consolidato secondo cui la sanzione espulsiva può essere giustificata dalla violazione degli obblighi contrattuali (fedeltà, diligenza e regole interne), quando rende non più compatibile la prosecuzione del rapporto ai sensi dell’art. 2119 c.c.
