L’Anac ha proposto 44 correzioni al codice degli appalti da inserire nel decreto correttivo che sta preparando il Ministero delle Infrastrutture.
Fra le questioni fondamentali la necessità di “scavallare” la scadenza del primo gennaio 2025 per la qualificazione nella fase di esecuzione dei contratti. Attualmente la qualificazione è in vigore solo per la fase di affidamento.
Dopo tanti annunci buoni solo per titoli di giornali e di convegni sull’ampio grado di copertura del sistema di qualificazione gestito dall’Autorità, il rischio paventato con la proposta è di vedere azzerati o quasi i soggetti qualificati.
Qualche segnale c’era come quello di vedere conteggiati nel computo di Anac sempre lo stesso numero di enti qualificati e convenzionati anche dopo aver sospeso la qualificazione di ASMEL Consortile, la Centrale di committenza con più Comuni aderenti.
Il rischio è tanto più evidente che Anac sempre in tema di qualificazione chiede di considerare nel curriculum delle gare svolte anche gli affidamenti diretti o gli ordinativi sui mercati elettronici. Come dire che per poter aspirare alla qualificazione non serve dimostrare la capacità di saper acquistare e l’esperienza nello svolgimento di procedure di gara.
E come se Anac volesse “squalificare” la qualificazione…
