Responsabile anticorruzione

In data odierna, con una news in evidenza sul proprio sito istituzionale, l’Anac ha offerto alcune indicazioni in merito alla figura del responsabile anticorruzione (RPCT). In primo luogo, è stato chiarito che esso andrebbe individuato tra i dirigenti di ruolo in servizio, disponendo eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei allo svolgimento dell’incarico…

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In data odierna, con una news in evidenza sul proprio sito istituzionale, l’Anac ha offerto alcune indicazioni in merito alla figura del responsabile anticorruzione (RPCT). In primo luogo, è stato chiarito che esso andrebbe individuato tra i dirigenti di ruolo in servizio, disponendo eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei allo svolgimento dell’incarico in piena autonomia. In secondo luogo, la possibilità di nominare RPCT un dirigente esterno dovrebbe considerarsi una eccezione, che necessiterebbe una motivazione puntuale, anche in ordine all’assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge. In terzo luogo, rispetto agli enti di piccole dimensioni, l’incarico si configurerebbe come incarico aggiuntivo a quello di cui il soggetto individuato risulti già titolare. In ultimo, rispetto alla rinuncia all’incarico de quo, essa potrebbe ritenersi ammissibile con un’adeguata motivazione dimostrativa di situazioni di incompatibilità/inopportunità (non ravvisabili nella mancata previsione di un compenso aggiuntivo). Per legge, infatti, dall’espletamento del ruolo di RPCT non potrebbe derivare alcun compenso aggiuntivo, fatto salvo il solo eventuale riconoscimento, laddove configurabile, di retribuzioni di risultato connesse al raggiungimento di precisi obiettivi di performance

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