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A mezzo di un comunicato presidenziale del 23 aprile scorso, l’Anac ha concentrato l’attenzione sul suo ruolo di vigilanza circa il rispetto delle disposizioni sull’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi. Nello specifico, pur sottolineandosi, in premessa, il prezioso ruolo dei Responsabili Anticorruzione (Rpct), l’amministrazione indipendente precisa che, comunque, andrebbe riconosciuta a sé in qualità di Autorità di garanzia e controllo – un…

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A mezzo di un comunicato presidenziale del 23 aprile scorso, l’Anac ha concentrato l’attenzione sul suo ruolo di vigilanza circa il rispetto delle disposizioni sull’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi. Nello specifico, pur sottolineandosi, in premessa, il prezioso ruolo dei Responsabili Anticorruzione (Rpct), l’amministrazione indipendente precisa che, comunque, andrebbe riconosciuta a sé in qualità di Autorità di garanzia e controllo – un generale potere di vigilanza sul rispetto di tali disposizioni, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi. Tenuto conto di tale riparto di competenze, dunque, spetterebbe ad Anac, in ultima istanza, anche il potere di vigilare sulla corretta applicazione dello stesso articolo 15 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (disciplinante i poteri, le azioni e le attribuzioni del Responsabile Rpct, ivi compreso il dovere di segnalare all’Autorità i casi di possibile violazione della normativa).

Tale potere sussisterebbe sia nei casi in cui il procedimento di contestazione sia stato avviato internamente all’ente dall’Rpct che nei casi in cui tale procedimento sia stato avviato d’ufficio da Anac.
Ciò comporterebbe che le valutazioni dell’Autorità contenute nei propri atti di accertamento superino quelle errate eventualmente compiute dai Responsabili Rpct dei singoli enti.

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