Con provvedimento del 22 febbraio 2024, il Garante per la protezione dei dati personali rende noto di aver sanzionato un Comune. Tutto è iniziato dal reclamo avanzato da un residente dell’Ente locale il quale lamentava che fossero stati installati tre compattatori, dotati di telecamere di sorveglianza ma sprovvisti di cartelli di segnaletica informativa che ne annunciavano la presenza. Secondo l’Autority, l’amministrazione comunale non avrebbe adempiuto né all’informativa di primo livello (mediante apposizione di segnaletica di avvertimento in prossimità della zona sottoposta a videosorveglianza) né a quella di secondo livello (contenente tutti gli elementi obbligatori a norma dell’articolo 13 del Regolamento). In senso contrario, inoltre, non avrebbe colto nel segno l’eccezione sollevata dal Comune secondo cui il sistema di rilevamento immagini, poiché concepito come “alert di sicurezza” (e non come “impianto di videosorveglianza”), avrebbe permesso di sorvolare sull’informativa agli interessati. Infatti, tale sistema, indipendentemente dalla specifica finalità perseguita, comportando l’acquisizione e la registrazione di filmati ritraenti persone fisiche, avrebbe configurato senza dubbio un trattamento di dati personali.
