Sono soddisfazioni…

Molto di frequente sui media e sui social si reperiscono comunicati o post ricchi di enfasi e compiacimento per la sottoscrizione di contratti collettivi di lavoro. Al livello nazionale, la gratificazione viene condivisa e sottolineata per contratti che generalmente giungono ad anni di distanza da quelli scaduti e per altro con una commisurazione degli adeguamenti…

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Molto di frequente sui media e sui social si reperiscono comunicati o post ricchi di enfasi e compiacimento per la sottoscrizione di contratti collettivi di lavoro.

Al livello nazionale, la gratificazione viene condivisa e sottolineata per contratti che generalmente giungono ad anni di distanza da quelli scaduti e per altro con una commisurazione degli adeguamenti economici alla situazione dio 4 o 5 anni prima.

Lo scarto rispetto alla situazione economica dell’anno di sottoscrizione è molto forte. Specie di questi tempi, visto che l’indice di rivalutazione, l’Ipca (indice prezzi al consumo armonizzato) è al netto dei prezzi dell’energia importati. Il che significa che almeno da 3 anni a questa parte l’indice è del tutto insufficiente a coprire proprio i costi andati alle stelle nell’ultimo periodo.

Al livello decentrato, si susseguono post e comunicati degni dell’allunaggio per contratti sottoscritti a fine anno, in estremo ritardo rispetto ad accettabili tempi di marcia (per quanto nel 2023 la contrattazione sia stata influenzata dalla vigenza al solo mese di apri del nuovo ordinamento professionale: ma essendo il Ccnl del novembre 2022 c’era tutto il tempo per negoziare).

Evidentemente, talmente complesso è ciò che ordinario, come sottoscrivere contratti collettivi, che si è della convinzione sia necessario dare notizia fiera e lieta del minimo risultato col massimo sforzo. Sono soddisfazioni.

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