Nuovo aggiornamento del prospetto aliquote Imu

La legge di bilancio 2020 (l 160/2019) ha previsto che, a decorrere dall’anno 2021, i comuni, in deroga all’art. 52 del dlgs 446/1997, possano diversificare le aliquote Imu esclusivamente con riferimento alle fattispecie individuate con decreto del Mef.  Dopo una lunga serie di rinvii, la gestazione di quest’ultimo sembrava essersi conclusa con la pubblicazione del…

Data

Categoria

La legge di bilancio 2020 (l 160/2019) ha previsto che, a decorrere dall’anno 2021, i comuni, in deroga all’art. 52 del dlgs 446/1997, possano diversificare le aliquote Imu esclusivamente con riferimento alle fattispecie individuate con decreto del Mef. 

Dopo una lunga serie di rinvii, la gestazione di quest’ultimo sembrava essersi conclusa con la pubblicazione del dm 7 luglio 2023, che avrebbe dovuto applicarsi dall’anno di imposta 2024. Immediatamente, però, sono state rilevate numerose lacune nel provvedimento, che ha richiesto un nuovo correttivo ed un differimento al 2025. 

Ora, dopo un anno di applicazione del nuovo prospetto (quello approvato dal dm 6 settembre 2024), si è reso necessario un ulteriore tagliando con alcune nuove modifiche ed integrazioni. È stato quindi approvato il dm 6 novembre 2025 ed il nuovo prospetto è disponibile sull’applicazione informatica a partire allo scorso 12 novembre. I comuni possono, quindi, già elaborare le nuove aliquote in vista dell’approvazione del bilancio 2026-2028. 

Ricordiamo che, in deroga alla propria potestà regolamentare in materia, gli enti non potranno prevedere casistiche ulteriori rispetto a quelle previste dal prospetto, che dovrà essere allegato alla delibera di approvazione come parte integrante e sostanziale. Nel nostro ordinamento continua a valere, infatti, la regola secondo cui le aliquote dei tributi e le tariffe dei servizi devono essere approvate prima dell’approvazione del preventivo ed entro la data di scadenza del termine, legislativamente fissato, per approvare il documento contabile. La prevedono sia l’articolo 1, comma 169, della L. 296/2006 che l’articolo 53 comma 16 della L. 388/2000. Ad oggi non si hanno notizie di proroghe, per cui la deadline per ora è fissata al 31 dicembre.  

Le decisioni assunte dai comuni hanno effetto per l’anno di riferimento, a condizione che il prospetto sia pubblicato sul sito internet del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre dello stesso anno. 

Ai fini della pubblicazione, il comune è tenuto a inserire il prospetto, entro il termine perentorio del 14 ottobre dello stesso anno, nell’apposita sezione del Portale. A differenza dello scorso anno, però, gli enti potranno anche soprassedere senza incappare nella applicazione delle aliquote base, perché in tal caso si applicheranno comunque quelle stabilite per il 2025 (e non le aliquote base). Fanno eccezione i soli comuni che hanno omesso di definire le aliquote per l’anno scorso e che, persistendo nell’inerzia, perderanno il gettito da sforzo fiscale.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Un caos chiamato CUP

    Di norme sciagurata nella martoriata materia della fiscalità locale ne abbiamo dovute registrare tante, ma forse l’esempio più clamoroso è quello del canone unico patrimoniale (CUP), istituito nel 2021 al posto della tassa o canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP e COSAP), dell’imposta comunale sulla pubblicità o l’omologo canone (ICP e CIMP)…

  • IMU: le evidenti distorsioni delle aliquote e del gettito continuano ad essere ignorate

    Un recente studio della UIL conferma numeri alla mano quanto da noi più volte evidenziato in merito al principale tributo comunale, ossia l’IMU.  A Verona, tanto per fare un esempio, sulle seconde case si paga il triplo che a Belluno, ma meno della metà che a Roma. E le stesse differenziazioni territoriali si osservano anche…

  • Natura tributaria del CUP: le prime indicazioni del MEF

    Con la circolare 1/2026 il Dipartimento Finanze fornisce le prime indicazioni operative a seguito della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 16 dicembre 2025, n. 12225, la quale, come noto, ha affermato la natura tributaria del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria di cui all’art. 1, commi 816 e seguenti, della…