Torna l’assalto alla dirigenza

Il d.l. assunzioni rilancia uno dei temi da sempre più cari alla politica: l’estensione massima possibile della cooptazione dei dirigenti, con simmetrica restrizione dei concorsi pubblici. Articolo 28, comma 1-ter vigente Articolo 28, comma 1-ter, risultante dal d.l. assunzioni 1-ter. Fatta salva la percentuale non inferiore al 50 per cento dei posti da ricoprire, destinata…

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Il d.l. assunzioni rilancia uno dei temi da sempre più cari alla politica: l’estensione massima possibile della cooptazione dei dirigenti, con simmetrica restrizione dei concorsi pubblici.

Articolo 28, comma 1-ter vigenteArticolo 28, comma 1-ter, risultante dal d.l. assunzioni
1-ter. Fatta salva la percentuale non inferiore al 50 per cento dei posti da ricoprire, destinata al corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, ai fini di cui al comma 1, una quota non superiore al 30 per cento dei posti residui disponibili sulla base delle facoltà assunzionali autorizzate è riservata da ciascuna pubblica amministrazione al personale in servizio a tempo indeterminato, in possesso dei titoli di studio previsti a legislazione vigente e che abbia maturato almeno cinque anni di servizio nell’area o categoria apicale. Il personale di cui al presente comma è selezionato attraverso procedure comparative bandite dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, che tengono conto della valutazione conseguita nell’attività svolta, dei titoli professionali, di studio o di specializzazione ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso alla qualifica dirigenziale, e in particolar modo del possesso del dottorato di ricerca, nonché della tipologia degli incarichi rivestiti con particolare riguardo a quelli inerenti agli incarichi da conferire e sono volte ad assicurare la valutazione delle capacità, attitudini e motivazioni individuali. Una quota non superiore al 15 per cento è altresì riservata al personale di cui al periodo precedente, in servizio a tempo indeterminato, che abbia ricoperto o ricopra l’incarico di livello dirigenziale di cui all’art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tal fine, i bandi definiscono gli ambiti di competenza da valutare e prevedono prove scritte e orali di esclusivo carattere esperienziale, finalizzate alla valutazione comparativa e definite secondo metodologie e standard riconosciuti. A questo scopo, sono nominati membri di commissione professionisti esperti nella valutazione dei suddetti ambiti di competenza, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano agli enti di cui ai commi 2 e 2-bis dell’art. 2 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.1-ter. Fatta salva la percentuale non inferiore al 50 per cento dei posti da ricoprire, destinata al corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, ai fini di cui al comma 1, una quota non superiore al 40 per cento dei posti residui disponibili sulla base delle facoltà assunzionali autorizzate è riservata da ciascuna pubblica amministrazione al personale in servizio a tempo indeterminato, in possesso dei titoli di studio previsti a legislazione vigente e che abbia maturato almeno cinque anni di servizio nell’area o categoria apicale. Il personale di cui al presente comma è selezionato attraverso procedure comparative bandite dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, che tengono conto della valutazione conseguita nell’attività svolta, dei titoli professionali, di studio o di specializzazione ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso alla qualifica dirigenziale, e in particolar modo del possesso del dottorato di ricerca, nonché della tipologia degli incarichi rivestiti con particolare riguardo a quelli inerenti agli incarichi da conferire e sono volte ad assicurare la valutazione delle capacità, attitudini e motivazioni individuali. Una quota non superiore al 30 per cento è altresì riservata al personale di cui al periodo precedente, in servizio a tempo indeterminato, che abbia ricoperto o ricopra l’incarico di livello dirigenziale di cui all’art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tal fine, i bandi definiscono gli ambiti di competenza da valutare e prevedono prove scritte e orali di esclusivo carattere esperienziale, finalizzate alla valutazione comparativa e definite secondo metodologie e standard riconosciuti. A questo scopo, sono nominati membri di commissione professionisti esperti nella valutazione dei suddetti ambiti di competenza, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano agli enti di cui ai commi 2 e 2-bis dell’art. 2 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

Già il d.l. 80/2021 ha allargato a dismisura le chiamate di dipendenti interni senza concorsi. Il decreto assunzioni amplia ulteriormente la possibilità.

Gradualmente, si arriva sempre più verso la creazione di una dirigenza parallela, interamente politicizzata.

Le assunzioni, sia di persone estranee all’amministrazione, sia di funzionari interni, senza concorso sono prevalentemente frutto della cooptazione di persone “di fiducia”, comprovata da tessere, attivismo politico ed elettorale e frequentazioni.

Per le maggioranze che variano nel tempo, è fondamentale poter contare sulla collocazione definitiva di proprie emanazioni nei gangli. Un dirigente cooptato per soli 5 anni non fornisce quella continuità di influenza invece necessaria.

L’applicazione dello schema riduce in modo significativo il reclutamento per concorsi:

Posti da coprire       100
SNA       50%50
Residuo        50
Riserva funzionari interni su residuo   max40%20
Riserva a funzionari interni che abbiano avuto incarichi 19,c. 6 su residuomax30%15
Concorsi pubblici     min 15
Tot posti non a concorso pubblico     35

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