Nella sentenza n. 3305/2024 delibata dal Consiglio di Stato è stato osservato che, sebbene un insegnamento risalente abbia chiarito che l’amministrazione non sia tenuta a corredare di una puntuale motivazione le scelte operate in sede di pianificazione urbanistica, a tale regola farebbero eccezione le ipotesi in cui il privato sia titolare di una posizione di affidamento qualificato, come tale meritevole di tutela. E, ciò, sarebbe accaduto sicuramente in un’ipotesi come quella sottoposta ai giudici alla luce degli esiti favorevoli della VIA. In questi casi, infatti, sussisterebbe un obbligo di motivazione puntuale circa le ragioni che inducono l’amministrazione a ritenere prevalente l’interesse pubblico su quello privato, obbligo tanto più stringente nel caso di specie poiché, in realtà, l’interesse privato coinciderebbe con un distinto interesse pubblico comprimario alla tutela ambientale sub specie di incentivo alla produzione di energia da fonti non fossili.
