Accesso agli atti nel d.lgs. n. 36/2023

L’art. 35, co. 2, lettera d) del nuovo Codice, stabilisce che «Fatta salva la disciplina prevista dal codice per i contratti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, l’esercizio del diritto di accesso è differito: in relazione alle offerte e ai verbali relativi alla valutazione delle stesse e agli atti, dati e informazioni a questa presupposti, fino all’aggiudicazione». Rispetto a tale previsione, l’Ufficio di supporto giuridico del MIT è stato destinatario di due quesiti. In sostanza, si domandava se 1) il differimento valesse anche nel caso di gara al minor prezzo in cui l’apertura delle offerte economiche avvenisse in seduta pubblica e senza una “valutazione tecnica” dell’offerta; 2) in caso di risposta affermativa al primo quesito, in che misura esso potesse collimare con la circostanza della seduta pubblica (ove i partecipanti presenti assumono conoscenza di tutti gli elementi poi inseriti a verbale).

Nella risposta (contenuta nel parere n. 2166/2023) è stata essenzialmente affermato che lo strumento si applicherebbe a tutte le fasi dei contratti pubblici, a prescindere dal fatto che il criterio scelto dalla stazione appaltante sia il criterio qualità prezzo o solo prezzo. Pertanto, «l’accesso sarà consentito a tutti i partecipanti a prescindere dal criterio di selezione adottato dalla SA e con le modalità indicate dal comma 3 dell’art. 35 ovvero fino alla conclusione delle fasi o alla scadenza dei termini di cui al comma 2 gli atti, i dati e le informazioni non possono essere resi accessibili o conoscibili pena la violazione dell’articolo 326 del codice penale».

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