Accesso ai verbali della polizia municipale

In un parere del 24 gennaio 2024, il Garante per la protezione dei dati personali si è interessato all’istituto dell’accesso civico generalizzato. Nello specifico, l’Autorità indipendente era stata investita della questione dopo che a un Comune era stato chiesto di rendere ostensibili i verbali della polizia municipale coi quali, rispetto ad una segnalazione per l’effettuazione…

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In un parere del 24 gennaio 2024, il Garante per la protezione dei dati personali si è interessato all’istituto dell’accesso civico generalizzato. Nello specifico, l’Autorità indipendente era stata investita della questione dopo che a un Comune era stato chiesto di rendere ostensibili i verbali della polizia municipale coi quali, rispetto ad una segnalazione per l’effettuazione di alcuni lavori riguardanti un immobile identificato in atti, era stata accertata l’occupazione di suolo pubblico sine titulo e il possesso di una CILA (come titolo autorizzatorio). Al riguardo, è stato rilevato che i documenti in questione (verbale di contestazione e CILA su tutti) avrebbero avuto al loro interno dati personali di diversa natura e specie (precisamente, dati identificativi, anagrafici, di residenza, codici fiscali, di contatto nonché dettagliate notizie di carattere tecnico e amministrativo circa l’immobile oggetto dei lavori) e che, di conseguenza, non solo si sarebbe dovuto negare al richiedente l’accesso civico “pieno” ma anche quello parziale (fornendo copia dei documenti senza il nominativo dei soggetti controinteressati). Tale ultimo accorgimento, infatti, non avrebbe eliminato la possibilità che i controinteressati venissero identificati indirettamente tramite gli ulteriori dati di contesto e informazioni di dettaglio contenuti nella documentazione.

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