La manovra introduce un meccanismo automatico di revisione dei prezzi per le opere aggiudicate prima del 1° luglio 2023 e avvia la creazione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici, da istituire entro sei mesi e aggiornare annualmente. Regioni e stazioni appaltanti dovranno motivare eventuali scostamenti dai valori nazionali. Nasce anche un Osservatorio al Mit per monitorare i costi e supportare la definizione dei prezzari. Per i contratti più risalenti, i maggiori importi saranno riconosciuti fino al 90% o all’80%, con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi.
