La sentenza del Consiglio di Stato, Sezione III, 4 giugno 2026, n. 4463 nega il diritto dell’operatore economico alla revisione prezzi nel caso di reiterazioni illegittime di proroghe del contratto. Il passaggio maggiormente interessante si ha laddove il Consiglio di Stato individua l’equivalenza tra una proroga illegittima ed un affidamento diretto (a sua volta, probabilmente…
L’impresa non può usufruire della revisione prezzi per compensare aumenti previsti dal CCNL, se i suddetti sono già noti, perché preannunciati dal sindacato. In tal senso si è espresso il TAR Lombardia, sentenza 29 maggio 2026 n.2701. La vicenda ricadeva sotto l’egida del vecchio codice, ma i principi espressi nella sentenza conservano tuttora attualità con…
Il TAR Campania, con la sentenza n. 1066 del 9 giugno 2026, chiarisce che la revisione prezzi presuppone un contratto ancora in esecuzione o al più prorogato tecnicamente. Con il rinnovo, invece, l’operatore esercita una nuova autonomia negoziale accettando le condizioni del rapporto per un ulteriore periodo, con conseguente assorbimento degli eventuali squilibri maturati in…
Il MIT, con il Parere n. 4041/2026, richiama l’art. 41, comma 13, del d.lgs. 36/2023, secondo cui i progetti devono fare riferimento ai prezzi correnti dei prezzari regionali aggiornati alla data di approvazione. Negli appalti integrati, la redazione del progetto esecutivo può quindi richiedere il passaggio dal prezzario utilizzato in gara a quello vigente. L’aggiornamento…
Il TAR Lazio, con la sentenza n. 3036 del 16 febbraio 2026, chiarisce che la revisione prezzi (art. 106 d.lgs. 50/2016) è un rimedio di riequilibrio del sinallagma finalizzato a garantire la continuità di un rapporto contrattuale in corso, a tutela del pubblico interesse. Proprio per questa funzione, l’istanza deve essere presentata durante l’esecuzione del…
Il TAR Sicilia, con la sentenza n. 25 del 5 gennaio 2026, ha affermato che l’art. 29, comma 1, lett. a), del D.L. 4/2022 (conv. in L. 25/2022) ha natura imperativa e opera come eterointegrazione degli atti di gara e del contratto. La clausola di revisione prezzi deve quindi considerarsi inserita automaticamente, senza distinzioni tra…
La manovra introduce un meccanismo automatico di revisione dei prezzi per le opere aggiudicate prima del 1° luglio 2023 e avvia la creazione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici, da istituire entro sei mesi e aggiornare annualmente. Regioni e stazioni appaltanti dovranno motivare eventuali scostamenti dai valori nazionali. Nasce anche un Osservatorio al Mit…
Con il parere n. 3698/2025 il MIT precisa che, ai sensi dell’art. 60 del d.lgs. 36/2023 e dell’allegato II.2-bis, la revisione dei prezzi decorre dall’aggiudicazione e non può essere esclusa per il primo anno del contratto. Le stazioni appaltanti devono monitorare gli indici di riferimento con la frequenza stabilita nei documenti di gara per valutare…
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4226/2025, ha chiarito che per la revisione prezzi nei contratti pubblici di lavori si applica l’obbligo di clausole attivabili solo oltre il 5% di variazione dei costi, con riconoscimento dell’80% della quota eccedente. La norma facoltativa sull’adeguamento automatico all’indice inflattivo non modifica questo impianto.