Compare fra le prime notizie in evidenza, sul sito dell’Autorità nazionale anticorruzione, quella concernente il ritardo, a Catanzaro, nello svolgimento dei lavori per il nuovo collegamento ferroviario. Nello specifico, secondo quanto emerso da una prolungata istruttoria, la Regione Calabria non sarebbe stata in grado di operare secondo i principi di tempestività ed economicità dei lavori sì da evitare (o, comunque, limitare) le pesanti lentezze accumulatesi nell’esecuzione delle opere. Infatti, secondo quanto acclarato dall’autorità indipendente, sussisterebbero dilatazioni temporali sia per quanto riguarda la progettazione esecutiva che per l’esecuzione vera e propria. Ulteriori criticità, poi, sarebbero emerse rispetto alla genericità del contratto di appalto in tema di penali per ritardi nonché «nell’utilizzo della perizia di variante, con modifiche plano-altimetriche che avrebbero potute essere già previste in sede di progettazione».
Inoltre, il lungo lasso di tempo trascorso tra la progettazione definitiva (luglio 2013) e quella esecutiva (dicembre 2017), avrebbe determinato il mutamento delle esigenze, con conseguenti richieste di modifiche e integrazioni progettuali; comportando, pertanto, la realizzazione dell’intero intervento con una «generale incertezza riguardo ai costi complessivi e ai tempi di esecuzione, con un notevole sviluppo del contenzioso e con una ridotta produttività di cantiere».
