Con la pronuncia n. 7875/2024, il Consiglio di Stato ha evidenziato che: 1) il principio del risultato si tradurrebbe nel dovere degli enti committenti di ispirare le loro scelte discrezionali più al raggiungimento del risultato sostanziale che a una lettura meramente formale della norma da applicare; 2) il principio della fiducia non giustificherebbe scelte discrezionali che, pur coerenti con un’interpretazione formalistica delle disposizioni di gara, tradiscano l’interesse pubblico sotteso alla procedura; 3) il nuovo Codice avrebbe conferito ai medesimi principi un potente rilievo assiologico, consentendo al giudice di impiegarli come criterio orientativo anche in casi in cui il dubbio sulla sorte di una procedura di appalto non attenga ad una casistica regolata dal d.lgs. n. 36/2023.
