Il PIAO non è impugnabile perché non produce effetti diretti sui dipendenti

Il TAR Sicilia-Palermo, con la sentenza n. 2638 del 28 novembre 2025, chiarisce che il PIAO non è un atto impugnabile: è un documento di pianificazione interna, privo di effetti diretti verso i dipendenti. È quindi inammissibile il ricorso del lavoratore che contestava la scelta del piano di coprire un posto tramite reclutamento esterno anziché…

Autore

Data

Categoria

Il TAR Sicilia-Palermo, con la sentenza n. 2638 del 28 novembre 2025, chiarisce che il PIAO non è un atto impugnabile: è un documento di pianificazione interna, privo di effetti diretti verso i dipendenti. È quindi inammissibile il ricorso del lavoratore che contestava la scelta del piano di coprire un posto tramite reclutamento esterno anziché con progressione verticale. Il PIAO ha valenza endo-organizzativa ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. 165/2001 e vincola solo gli uffici interni; l’interesse a ricorrere sorge solo quando l’ente adotta atti concreti di selezione, bandi, avvisi o determinazioni, che incidono erga omnes. La scelta macro-organizzativa contenuta nel piano non incide immediatamente sulle posizioni individuali.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…