I giudici di Palazzo Spada, interessandosi di una lite sorta in seguito all’aggiornamento comunale del tariffario riguardante il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, hanno definito il medesimo ‹‹un’entrata non tributaria la cui tariffa è determinata tenendo conto oltre che delle esigenze del bilancio, del valore economico, della disponibilità dell’area in relazione al tipo di attività per cui l’occupazione è concessa, del sacrificio imposto alla collettività con la rinuncia all’uso pubblico dell’area stessa, e dell’aggravamento degli oneri di manutenzione derivante dall’occupazione del suolo e del sottosuolo››. Inoltre, è stata sottolineato che, ovviamente, a seconda del pregio dell’area, minore o maggiore sarà il beneficio ottenuto dall’operatore economico attraverso l’occupazione.
