Procedure lesive del divieto di artificioso frazionamento, distorta interpretazione del Codice degli Appalti, mancanza di garanzia di omogeneità e coerenza delle attività progettuali a causa dell’evidente frammentazione dei singoli livelli progettuali, con possibile sovrapponibilità delle attività. Sono queste alcune delle criticità contestate, con l’ atto presidenziale dell’11 settembre 2024, dall’ANAC alla Soprintendenza archeologica del Regione FVG. Secondo l’Autorità indipendente, la stazione appaltante avrebbe deciso di impiegare l’affidamento diretto, attraverso la progettazione di più incarichi, per evitare l’inevitabile superamento della soglia di rilevanza europea.
