Quale valore per la determina a contrarre?

A mezzo del proprio servizio di supporto giuridico, il MIT si è occupato di un quesito concernente al d.lgs. n. 36/2023. In sostanza, si chiedeva se le procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando, le cui lettere di conferma prezzi [1] fossero state avviate e datate entro il 30.06.2023, dovessero rientrare nelle ipotesi di…

Data

Categoria

A mezzo del proprio servizio di supporto giuridico, il MIT si è occupato di un quesito concernente al d.lgs. n. 36/2023. In sostanza, si chiedeva se le procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando, le cui lettere di conferma prezzi [1] fossero state avviate e datate entro il 30.06.2023, dovessero rientrare nelle ipotesi di cui alla lettera a) piuttosto che b) (o viceversa) dell’art. 226, co.1. In proposito, si è preferita la seconda opzione, a condizione che gli inviti a presentare offerte fossero stati inviati prima del 01.07.2023. A parte ciò, suscita un certo interesse l’annotazione in merito alla determina a contrarre. Nello specifico, secondo il MIT, essa non configurerebbe l’avvio della procedura di gara, atteggiandosi come un atto adottato dalle stazioni appaltanti prima dell’avvio della stessa [2]. Ai fini esterni, dunque, rileverebbe solo la pubblicazione del bando o degli inviti o l’invio dei medesimi nei casi previsti.


[1] Comparabili agli inviti.

[2] Con il quale viene semplicemente manifestata la loro volontà di stipulare il contratto.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…