Secondo quanto affermato dai giudici campani nella sentenza n. 3021/2024, sarebbe legittima la delibera con la quale un Consigliere comunale è stato dichiarato decaduto dalla carica, per molte assenze ingiustificate dalle sedute consiliari [1], nel caso in cui l’interessato abbia motivato tali assenze sia con ragioni di ordine lavorativo che riferendosi alla necessità di marcare politicamente il proprio disappunto e dissenso rispetto a una gestione della cosa pubblica considerata errata ed impropria. Infatti, a differenza dell’astensionismo deliberato e preannunciato, che potrebbe considerarsi uno strumento di lotta politico-amministrativa a disposizione delle forze di opposizione per far valere il proprio dissenso a fronte di atteggiamenti ritenuti non partecipativi, dialettici e democratici delle forze di maggioranza, quello non preventivamente comunicato e addotto solo successivamente – e su richiesta di giustificazione per la mancata partecipazione ai lavori consiliari – costituirebbe legittima causa di decadenza, generando difficoltà di funzionamento dell’organo collegiale e violando l’impegno assunto con il corpo elettorale.
[1] Precisamente, si trattava di nove assenze consecutive.
