Tutela dell’ambiente: c’è una gerarchia

Nella pronuncia n. 118/2024 della prima sezione del TAR Ancona, si è registrato un passaggio argomentativo di rilievo per quanto concerne il “rapporto gerarchico” intercorrente tra i criteri ambientali minimi (CAM) e il principio europeo del “Do not significant harm” (DNSH). Infatti, come eccepito dalla difesa del Comune in giudizio (e avallato dalla Corte) i…

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Nella pronuncia n. 118/2024 della prima sezione del TAR Ancona, si è registrato un passaggio argomentativo di rilievo per quanto concerne il “rapporto gerarchico” intercorrente tra i criteri ambientali minimi (CAM) e il principio europeo del “Do not significant harm” (DNSH). Infatti, come eccepito dalla difesa del Comune in giudizio (e avallato dalla Corte) i CAM integrerebbero, ad oggi, un livello inferiore di tutela delle matrici ambientali rispetto alle prescrizioni derivanti dall’applicazione del principio DNSH di derivazione comunitaria, anzitutto perché quest’ultimo si baserebbe su aggiornamenti periodici regolari e poi perché il regolamento sulla Tassonomia e i relativi criteri di vaglio tecnico DNSH avrebbero introdotto nuovi elementi non presi in considerazione dai criteri ambientali minimi nazionali. Ne conseguirebbe, quindi, che il rispetto del principio do not significant harm implicherebbe anche la valutazione dei CAM nazionali. Questo, del resto, emergerebbe anche dalla Guida operativa per l’applicazione del protocollo DNSH – edizione 2022 (pagg. 12-14).

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