Come ricordato dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 936 del 2024, l’apposizione di prescrizioni in sede di valutazione di impatto ambientale non costituirebbe, di per sé, motivo di illegittimità e, nel caso concreto sottoposto ai giudici, avuto riguardo alla complessità dell’opera proposta e ai numerosi e significativi contributi recepiti in sede di istruttoria, le condizioni apposte non sarebbero state tali – per numero e contenuto – da inficiare la legittimità del provvedimento impugnato sotto il profilo di una effettiva valutazione di impatto ambientale.
La Città Metropolitana coinvolta, infatti, avrebbe previsto puntuali prescrizioni da seguire nella realizzazione dei progetti, formulate proprio sulla base dei contributi e dei pareri emersi nel corso dell’istruttoria e nelle riunioni della Conferenza dei servizi, anche con riferimento all’impatto ambientale del progetto.
