La sez. VII del Consiglio di Stato ha risolto, con sentenza n. 381/2024, una controversia scaturita in seguito ad un diniego comunale di riconfigurazione di un’area demaniale in regime concessorio. Secondo l’Ente locale, infatti, l’entità delle richieste avanzate non avrebbe permesso una mera modifica del rapporto preesistente, necessitando, invece, la creazione di uno nuovo. Difatti, come puntualizzato nella decisione, laddove la variazione proposta rispetto all’originario oggetto dal rapporto, sia tale da suscitare il potenziale interesse dei soggetti del mercato, sarebbe indispensabile esperire una procedura ad evidenza pubblica. In proposito, è bene tenere a mente che la richiesta di riconfigurazione di un’area in concessione, non andrebbe valutata «in termini di quantità di superficie, ma di suscettibilità della modifica ad interessare una pluralità di operatori». In definitiva, quindi, la Corte ha confermato il rigetto formulato dal Comune.
