Edilizia: a volte basta una CILA

In una decisione particolarmente recente, il T.a.r. Lazio ha annullato la sanzione irrogata da un Comune nei confronti di un proprietario di un immobile ritenuto protagonista di alcuni interventi abusivi. Quest’ultimi, in particolare, si sarebbero sostanziati in opere di demolizione e di costruzione di tramezzi interni. Tuttavia, il Collegio ha assentito all’operato svolto dal proprietario…

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In una decisione particolarmente recente, il T.a.r. Lazio ha annullato la sanzione irrogata da un Comune nei confronti di un proprietario di un immobile ritenuto protagonista di alcuni interventi abusivi. Quest’ultimi, in particolare, si sarebbero sostanziati in opere di demolizione e di costruzione di tramezzi interni. Tuttavia, il Collegio ha assentito all’operato svolto dal proprietario attraverso l’utilizzo di CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata). Infatti, come posto in evidenza nella decisione, tali attività si sarebbero dovute ricondurre «nella categoria degli interventi edilizi liberi, i quali, ai sensi dell’articolo 22 del TU Edilizio, non richiedono alcun titolo autorizzatorio, essendo sufficiente la mera comunicazione di inizio attività». Pertanto, l’Ente locale avrebbe esercitato scorrettamente la propria potestà punitiva, «non risultando alcun intervento edilizio “pesante”, né alcun mutamento di destinazione d’uso nell’ambito di una stessa categoria, che sia stato effettuato in assenza di apposito titolo abilitativo».

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