Il caso sottoposto al MIT (parere n. 2518/2024) descrive l’ipotesi in cui il concorrente, in sede di dichiarazione di equivalenza, anziché fornire l’equivalenza delle tutele in rapporto al CCNL precedentemente dichiarato, dichiari di voler applicare il CCNL indicato dall’appaltante, modificando, a seguito dei chiarimenti richiesti, la propria dichiarazione. In questo caso, occorrerebbe valutare tale modifica in rapporto alle dichiarazioni precedentemente rese sul costo della manodopera. Dopo di ciò, solo nel caso in cui le dichiarazioni già rese presentassero un carattere non troppo circostanziato e l’offerta non subisse variazioni, potrebbe essere accettato il CCNL equivalente.
