Figura tra le notizie in evidenza sul sito dell’Autorità nazionale anticorruzione quella concernente le criticità e anomalie di una procedura di gara indetta da un Comune abruzzese per l’affidamento della gestione del rifugio canile comunale.
Invero, secondo quanto appurato dall’Authority con delibera n.154/2024, la fase di programmazione degli acquisti si sarebbe caratterizzata per apprezzabili anomalie e criticità, vista la mancanza di una valutazione in merito al mutamento dei fabbisogni che avrebbe indotto l’amministrazione comunale a passare dalla gestione del canile tramite concessione alla gestione tramite appalto di servizi. La decisione di affidare per otto anni un appalto di servizi da svolgersi presso una struttura non più adatta alle esigenze di cura e custodia degli animali, relativamente alla quale vi era un interesse indifferibile al rinnovamento ed alla riqualificazione, denoterebbe una scarsa valutazione dell’interesse pubblico sotteso all’indizione della gara e una considerazione, altrettanto insufficiente, degli aspetti qualitativi del servizio richiesto, con possibile compromissione del principio del risultato.
