Alla luce delle disposizioni del nuovo Codice dei contratti, si potrebbe ricorrere ad una procedura aperta per l’affidamento di un appalto di lavori di importo inferiore ad euro 1.000.000? In sostanza, è questa la domanda alla quale il parere consultivo Anac n. 13/2024 ha cercato di dare risposta. La questione, secondo l’autorità indipendente, non sarebbe di facile risoluzione dal momento che l’art. 50, d.lgs. n. 36/2023 non chiarirebbe se, una tale possibilità, si estenda in via generale a tutti i contratti sotto soglia oppure debba limitarsi all’unico caso espressamente contemplato al comma 1, lett. d) della medesima disposizione. Ciononostante, alla luce dei principi del diritto europeo nonché della circolare MIT 298/2023, l’Anac ha sostenuto che dovrebbe ritenersi consentito, in via generale, per gli affidamenti di valore inferiore alle soglie comunitarie di cui all’art. 50 del d.lgs. 36/2023 (anche) il ricorso alle procedure ordinarie previste nel Codice, secondo le opportune valutazioni della stazione appaltante in relazione alle caratteristiche del mercato di riferimento, alle peculiarità dell’affidamento e agli interessi pubblici ad esso sottesi.
