Incentivi tecnici: una matassa da sbrogliare

In tema di incentivi per funzioni tecniche, un recente parere del MIT ha involontariamente evidenziato l’imponente mole di norme stratificatesi nell’ultimo periodo. Nello specifico, all’Ufficio di Supporto giuridico era stato chiesto se, tenuto conto dell’art. 45 del nuovo Codice, la possibilità di riconoscere gli incentivi al personale dirigente dovesse ritenersi circoscritta agli appalti PNRR in ragione del combinato disposto degli art. 8 e 23, rispettivamente, del d.l. 13/2023 e del d.lgs. 75/2017. Inoltre, in virtù del richiamo compiuto dalle predette disposizioni al d.lgs. 50/2016, si chiedeva anche di chiarire l’effettiva applicabilità, in tale ambito, del d.lgs. 36/2023.

In proposito, dopo aver segnalato le diverse disposizioni intervenute sul punto (in ordine: art. 8, co. 5, d.l. 13/2023; artt. 225, co. 8 e 226, co. 5, d.lgs. 36/2023; art. 48, co. 3, d.l. 77/2021), il MIT ha affermato che ogni rinvio contenuto nel d.l. 77/2021 al d.lgs. 50/2016 per gli appalti PNRR-PNC dovrebbe intendersi riferito alle corrispondenti previsioni del d.lgs. 36/2023, con la conseguenza che «ai dirigenti si applicherà la disciplina degli incentivi alle funzioni tecniche contenuta all’art. 45 del d.lgs. 36/2023, fino al 2026».

Per una prospettiva critica sul parere de quo, si invita il lettore a consultare un contributo recentemente pubblicato sulla presente piattaforma.

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