Una stazione appaltante “disattenta”

Risale ad appena due giorni fa la pubblicazione sul sito ufficiale della Giustizia Amministrativa di una pronuncia delibata dal T.a.r. Pescara. Con essa, i giudici hanno trattato l’impugnazione dell’aggiudicazione proposta da un operatore economico che assumeva di essere stato leso nelle operazioni di attribuzione del punteggio. Nel particolare, la procedura era stata indetta per affidare…

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Risale ad appena due giorni fa la pubblicazione sul sito ufficiale della Giustizia Amministrativa di una pronuncia delibata dal T.a.r. Pescara. Con essa, i giudici hanno trattato l’impugnazione dell’aggiudicazione proposta da un operatore economico che assumeva di essere stato leso nelle operazioni di attribuzione del punteggio. Nel particolare, la procedura era stata indetta per affidare il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale, viabilità e di reintegrazione delle matrici ambientali, compromesse in seguito a incidenti e/o sinistri stradali. Il capitolato individuava, tra i criteri di valutazione dell’offerta, un criterio tabellare consistente nel “minor tempo di intervento offerto rispetto al tempo massimo di 30 minuti”. Rispetto ad esso, poi, prevedeva l’assegnazione di 2,5 punti per tempo di intervento di 20 minuti dall’attivazione e di 5 punti per tempo di intervento pari a 10 minuti dall’attivazione.

Ciononostante, Il ricorrente, con un tempo di intervento di 10 minuti, si era visto attribuire solo 3 punti; mentre, invece, l’operatore risultato poi aggiudicatario ne aveva ricevuti 5 benché il suo tempo fosse di 15 minuti.

La Corte, dal canto suo, ha travolto l’operato della s.a., ritenendolo illegittimo sia per violazione della lex specialis che alla luce dei principi di logicità e ragionevolezza.

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