La sentenza del Tar Lazio, Sezione IV- bis, 23.6.2026, n. 11444 dimostra ancora una volta quanto limitato e sostanzialmente inefficace sia il presidio di controllo alle attività dei Rup negli appalti. In estrema sintesi, la vicenda trattata concerne l’erronea applicazione del principio di rotazione negli appalti, che non è operante laddove la stazione appaltante gestisca…
L’ordinanza della Cassazione ordinanza del 17 maggio 2026, n. 14585 chiarisce quali sono gli elementi tipici della funzione di direzione degli uffici, evidenziando che l’incarico di Rup non può essere assimilato ad essa. La preposizione al vertice di un’unità organizzativa di una PA, rileva la Cassazione, comporta il compito di dirigere, coordinare e controllare l’attività…
Il TAR Marche, con la sentenza n. 758 del 1° giugno 2026, chiarisce che l’uso dell’intelligenza artificiale da parte del RUP per richiamare massime o principi giurisprudenziali nella motivazione non integra una decisione interamente automatizzata. La riserva di umanità resta rispettata se la valutazione dei fatti concreti, la scelta discrezionale e l’imputazione giuridica del provvedimento…
Ribadito che il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti si presta a molteplici critiche di opportunità e di funzionamento, in quanto all’individuazione del responsabile “unico” del progetto nel caso di appalti delegati occorre necessariamente giungere alla conclusione secondo la quale detto responsabile non può essere “unico”. Esso è necessariamente plurimo: vi sarà, infatti: Il sistema…
Il MIT, con il Parere n. 4181/2026, chiarisce che l’art. 119, comma 4, del d.lgs. 36/2023 attribuisce l’autorizzazione al subappalto alla “stazione appaltante”, senza individuare espressamente il soggetto competente. La formulazione della norma fa ritenere che il provvedimento debba essere adottato dal dirigente, quale organo dotato del potere di impegnare l’amministrazione verso l’esterno. L’autorizzazione può…
Il Rup, inteso non come responsabile del procedimento, ma anche come responsabile del progetto nell’ambito della disciplina dei contratti pubblici, continua a non disporre dei poteri “negoziali”, cioè volti a costituire, modificare o estinguere situazioni giuridiche soggettive. In altre parole, il Rup degli appalti, a meno che non abbia nell’ambito dell’ente la qualifica necessaria per…
Il MIT, con il Parere n. 4141/2026, chiarisce che il RUP può dissentire dagli esiti della verifica del progetto, ma deve darne adeguata motivazione nel provvedimento di mancata validazione. Pur in assenza di una disciplina espressa nell’art. 42 e nell’Allegato I.7 del d.lgs. 36/2023, tale conclusione deriva da una lettura sistematica del Codice e della…
Il responsabile del procedimento, a meno che non sia direttamente competente ad adottare il provvedimento finale in quanto come tale individuato dalla legge o titolare di una delega legittima (e le ipotesi di responsabili direttamente competenti a decidere loro sono sempre pochissime), elabora delle risultanze dell’istruttoria; queste non possono che confluire nell’atto di impulso da…
Il MIT, con il Parere n. 4013/2026, chiarisce che nelle procedure negoziate ex art. 50 del d.lgs. 36/2023 il numero di operatori da invitare rappresenta un minimo (“almeno” cinque o dieci), non un massimo. È vietato il sorteggio o altro metodo casuale, salvo casi particolari e motivati, come previsto dall’art. 50, comma 2, e dall’Allegato…