Consiglio di Stato

  • Il confine tra una pergotenda e una tettoia

    Nella metà del novembre scorso, il Consiglio di Stato si è pronunciato su un appello proposto avverso la sentenza di un T.a.r. che aveva ritenuto corretta l’ingiunzione comunale all’abbattimento di alcune opere abusive. Tale provvedimento, nello specifico, era stato rivolto ad un privato che aveva realizzato i manufatti in questione presso l’immobile di sua proprietà.…

  • Pubblico impiego: la Consulta dà ragione al Consiglio di Stato

    Il “giudice delle leggi”, nella decisione n. 4/2024, ha accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Consiglio di Stato in ordine all’art. 51, co.3, l. n. 388/2000. Tale norma, infatti, intervenendo retroattivamente (e su giudizi in corso), avrebbe celato un uso distorto del potere legislativo, teso ad escludere l’operatività di maggiorazioni alla RIA dei dipendenti pubblici…

  • Quando un’opera è “pertinenziale”?

    Il Consiglio di Stato, con decisione n. 137/2024, ha trattato una vicenda scaturita in seguito alla repressione di un abuso edilizio da parte di un Comune. In sostanza, l’Ente locale aveva ordinato la demolizione di alcuni manufatti sprovvisti del necessario permesso di costruire (ex art. 31 DPR n. 380/2001) nonché dell’autorizzazione paesaggistica (ex art. 146…

  • Il rialzamento del muro di recinzione

    Il proprietario di un terreno sul quale insiste la propria abitazione, può procedere al rialzamento del muro di recinzione, a seconda dei casi, con una SCIA o con un permesso di costruire. Infatti, come puntualizzato nella decisione del Supremo Consesso Amministrativo n. 10941/2023, il regime edilizio applicabile al muro di recinzione va commisurato sull’impatto effettivo…

  • Regolarità fiscale: si attende la Plenaria

    Merita una certa attenzione, con riguardo al tema della regolarità fiscale, il provvedimento interlocutorio (n. 161/2024) col quale la sez. III del Consiglio di Stato ha deferito alcuni quesiti all’Adunanza Plenaria. In sostanza, gli interrogativi posti sono stati i seguenti: 1) assodata l’insussistenza di un potere della stazione appaltante di sindacare le risultanze delle certificazioni…

  • Il legittimo affidamento del privato obbliga a motivare il PGT

    In una controversia risolta pochi mesi fa dal Supremo Consesso Amministrativo, si è discusso di un profilo particolarmente delicato e così sintetizzabile: se immediatamente dopo la stipula di un contratto di vendita di un bene comunale si registra, per l’effetto dell’attività pianificatoria del medesimo Ente locale-venditore, un mutamento in peius della disciplina urbanistica applicabile [1],…

  • La revoca illegittima dell’aggiudicazione

    Il Supremo Consesso amministrativo, con decisione n. 11380/2023, ha annullato la revoca di un’aggiudicazione disposta da un Comune–stazione appaltante. Nello specifico, il provvedimento discrezionale di autotutela (previsto dall’art. 21-quinquies della legge n. 241/1990) è stato ritenuto illegittimo sia per la mancata comunicazione, nei confronti dell’operatore economico interessato, dell’avvio del relativo procedimento, sia per l’assenza di…

  • I sintomi di un “grave illecito professionale”

    La decisione n. 19902/2023 del Consiglio di Stato, involgendo una vicenda soggetta alla disciplina del d.lgs. n. 50/2016, ha colto l’occasione per compiere un passaggio argomentativo sul sopravvenuto d.lgs. n. 36/2023. In particolare, la ricorrente si doleva della revoca dell’aggiudicazione subita dopo che il Comune – stazione appaltante era venuto a conoscenza dell’adozione di misure…

  • Il mero errore materiale non invalida l’esito della gara

    La sentenza n.11183/2023 del Consiglio di Stato ha chiarito che non può ritenersi illegittima l’aggiudicazione di un appalto di lavori disposta in favore di un R.T.I. laddove l’impegno a costituire l’A.T.I. (in caso di esito vittorioso della gara) contenga un mero errore materiale nell’indicazione delle quote di esecuzione e non già in quelle complessive del…